il trio Hubuse da Milano: manifesto di modernità, ansia e frenesia



Primo assaggio del trio milanese che ci sbatte in faccia tutta la loro forza, sintetizzata in un sound davvero interessante  e poco made in Italy. Tre tracce sono sufficienti per capire di che pasta sono fatti: alternative rock con quel mix di elettronica che di questi tempi non guasta mai. EP definito dalla band come manifesto della modernità in cui viviamo, contraddistinto da quella frenesia e da quell’ansia che ci spinge a lottare ogni santo giorno contro il tempo per potersi migliorare sempre di più. Con questa frase ho collegato subito la band a "Time" dei Pink Floyd e un pò a tutto il suo significato sullo scorrere del tempo; ma questa ,ovviamente, non è l’unica influenza che mi è venuta in mente ascoltando gli Hubuse, ma con la prima track "Cant’Breathe", mi è subito balzato in testa la visione di Scott Weiland degli Stone Temple Pilots con il suo inseparabile megafono, sia per il sound che per la voce distorta del cantante. Non facciamo altro che applaudire a questo trio, nell’attesa del nuovo lavoro.   
by  Crazymary




Gli Hubuse sono una rock band italiana formata da: Domenico “MIDO” Russo (Chitarra/Voce), Pietro “MR P” De Carlo (Basso), Claudio Ciaccia (Batteria). Il primo incontro fra i tre risale a cavallo tra il 2008 e 2009 quando le loro strade si incrociano, un po’ casualmente, un po’ per l’intraprendenza di Mido che, deciso nel formare una band per suonare le sue composizioni, fece di quell’incontro il punto di partenza per la nascita degli HUBUSEConvinti dalle potenzialità dei brani di Mido, i tre iniziano a conoscersi, prima come persone, scoprendo si tante affinità (un background musicale simile: Nine Inch Nails, Queens Of The Stoneage, Pearl Jam, Nirvana) ma anche alcune differenze necessarie per completarsi l’un l’altro, e poi come musicisti, arrangiando insieme le musiche per poi col tempo partecipare tutti attivamente nella fase di composizione. Fondamentale nel loro percorso l’incontro col producer Alberto Campi, determinante tanto nello sviluppare le capacità dei singoli elementi, quanto nel mettere in risalto le caratteristiche dell’intera band seguendoli in un processo costante di crescita. L’idea di “contaminare” con elementi elettronici il suond più classico ha inoltre dato agli Hubuse quell’ elemento in più indispensabile per creare il loro personalissimo stile fatto di strutture semplici ed efficaci, ritmi veloci e dinamici, testi diretti ed essenziali (cantati in inglese proprio per sfruttare l’immediatezza e la sonorità della lingua), creando nel complesso un suono forte e di impatto.Il rock degli Hubuse è alternativo, diretto non solo agli amanti del genere, ma anche ad un pubblico più vasto, conciliando la cura del singolo dettaglio alla ricerca della semplicità, spingendosi così ad affacciarsi anche verso elementi stilistici più pop. Il loro sound si può ben riconoscere nel loro primo EP “Hustle & Bustle”



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